Intelligenza artificiale

Tutti parlano di intelligenza artificiale. Nella tua azienda chi la usa davvero?

Le imprese italiane che la adottano sono raddoppiate in un anno. Il valore vero sta lontano dai testi e dalle immagini: sta nei flussi di lavoro di ogni reparto.

Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti ha usato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Un anno prima era l'8,2%, due anni prima il 5%. Lo dice l'Istat, e il dato ha fatto notizia.

Guardando dentro al numero, la fotografia cambia. Tra le imprese da 10 a 49 addetti la quota si ferma attorno al 14%, tra le grandi supera il 53%. E quando l'Istat chiede alle piccole imprese perché hanno valutato l'intelligenza artificiale e poi l'hanno lasciata nel cassetto, la prima risposta riguarda le competenze interne, citate dal 58,6%.

Il freno, quindi, sta nelle persone che dovrebbero usarla.

Il limite dei testi e delle immagini

Oltre la metà delle imprese che usano l'intelligenza artificiale la impiega per generare testi, voce o contenuti. È il primo uso che tutti scoprono, ed è anche quello che pesa meno sui conti di un'azienda che produce, vende o spedisce. Scrivere un post più in fretta lascia il conto economico dov'era.

Il valore arriva quando l'intelligenza artificiale entra nei flussi di lavoro: nelle attività ripetitive, nei documenti lunghi, nei dati che restano fermi nei fogli di calcolo.

Dove lavora davvero, reparto per reparto

Assistenza clienti. Smista le richieste per urgenza, prepara una prima bozza di risposta ai reclami, riassume lo storico del cliente prima che l'operatore alzi il telefono.

Amministrazione. Confronta ordini e fatture, estrae i dati dai documenti dei fornitori, segnala le voci anomale di un estratto conto.

Commerciale. Prepara una telefonata leggendo il sito e lo storico del cliente, riassume un capitolato di quaranta pagine, mette a confronto due offerte.

Produzione e magazzino. Legge i dati su scarti e fermi macchina, trasforma istruzioni operative confuse in passaggi chiari, tiene in ordine le schede tecniche.

Direzione. Legge più rapporti insieme e restituisce i punti che contano prima di una riunione.

Ognuno di questi usi richiede competenze diverse, e soprattutto richiede di conoscere bene il lavoro a cui si applica.

Perché il percorso generale arriva a metà strada

Un programma generale sull'intelligenza artificiale insegna a scrivere richieste ben fatte e mostra qualche esempio. Poi ognuno torna al suo posto e deve capire da solo come applicarla al proprio lavoro. È lì che la maggior parte delle persone si ferma.

Il commerciale e l'amministrativa hanno bisogno di cose opposte, e la prima domanda dell'uno interessa poco all'altra. Il salto avviene quando qualcuno che conosce gli strumenti si siede accanto alla persona e li applica al suo file, al suo cliente, al suo flusso.

Una competenza in più: i dati dell'azienda

Chi usa l'intelligenza artificiale sul lavoro maneggia dati di clienti, fornitori e colleghi. Imparare a usarla significa anche imparare cosa si può caricare, dove e con quali strumenti. È una competenza da costruire con la stessa cura delle altre.

L'intelligenza artificiale entra in azienda una persona alla volta, attraverso il lavoro concreto di ciascuno. Tema 1 parte da qui: ogni persona sceglie il tema su cui crescere e un esperto lo applica al suo caso reale. Quando poi arriva la scelta degli strumenti per tutta l'azienda, lo stesso esperto affianca la direzione fino alla decisione.

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Fonti: Istat, Imprese e ICT, anno 2025, comunicato del 15 dicembre 2025.